Aliulm
  • FOLLOW US
  • Keywords
  • International
  • Anno
  • Author
  • Redazione ALIULMAG

Simon Sinek: On Millennials in the Workplace

“Voglio lavorare in un ambiente soddisfacente; voglio fare la differenza”, da qui parte l’intervento sui Millennials di Simon Sinek (autore, scrittore e consulente in leadership e management), a Inside Quest.

“Voglio lavorare in un ambiente soddisfacente; voglio fare la differenza”, da qui parte l’intervento di Simon Sinek (autore, scrittore e consulente che si occupa di leadership e management), a Inside Quest. 

Il tema è “Millennials in the workplace”, e porta esempi di vita vissuta in azienda e dell’inserimento dei Millennials nel mondo del lavoro. Un tema sensibile per le imprese di oggi. Ecco perché qui ad Aliulm riteniamo l'intervento di Simon Sinek molto utile per cercare di colmare il gap generazionale.

“I Millennials vogliono fare la differenza”, e lavorare in un ambiente stimolante e soddisfacente, tuttavia anche quando vi sono immersi non trovano la chiave e non si ambientano.


Perché? Simon Sinek lo spiega attraverso 4 pilastri:

- Famiglia
- Tecnologia
- Impazienza
- Ambiente 

Famiglia
I Millennials sono vittime di strategie famigliari educative che si sono rivelate fallimentari. Sono cresciuti con al convinzione di ‘essere speciali’, che ‘tutto per loro fosse possibile’, che ‘potessero avere tutto ciò che desideravano’. 

Ecco quindi che questi profili quando entrano in un ambiente di lavoro hanno uno shock perché scoprono che ‘non sono speciali’, che ‘non possono avere ciò che vogliono solo perché lo vogliono’ ma che l’ambiente richiede impegno e dedizione per emergere. Così fanno i conti con la loro autostima. E’ uno shock culturale perché entrano in un ambiente, quello del lavoro, dominato da logiche diverse in cui non vi è più la protezione assoluta della famiglia.

I Millennials, gestiscono una ‘lower self-esteem than the previous generation’, un’auto-stima per definizione di gran lunga inferiore a quella della precedente generazione. A questo si aggiunge anche la menzogna dei Social, dove tutti sono bravissimi a raccontare gioia e felicità anche quando sono depressi.

E qui ci colleghiamo al punto 2, la Tecnologia. 

Tecnologia
I social media sono un fattore di generazione di dipendenza. L’interazione con i social media o con i telefoni, rende felici per via del rilascio di dopamina. Quando ricevi un sms, sei felice perché il tuo corpo rilascia dopamina.

Lo stesso accade quando riceviamo like ad uno dei nostri post, e più like riceviamo più siamo felici e quindi maggiore è il rilascio di dopamina. La dopamina è il neurotrasmettitore che ha funzioni specifiche di controllo sulla sensazione di piacere, di ricompensa, sulla capacità di attenzione, e così via. 
Ogni volta che il cervello è stimolato da fattori esterni di 'piacere' o di 'ricompensa' (come i like su Facebook, o un pasto piacevole, o dell'attività sessuale appagante) la dopamina viene rilasciata.

La dopamina viene rilasciata dall’organismo anche quando fumiamo, beviamo o giochiamo d’azzardo, ovvero quando facciamo cose ad alto rischio di dipendenza. Ecco perché siamo così dipendenti dalle tecnologie. Perché ci consentono il rilascio della dopamina e quidni di regolare il nostro meccanismo di sensazione del piacere. Più dopamina viene rilasciata più provi piacere, più provi piacere più dopammina viene rilasciata: è quindi una spirale infinita. 
La tenoclogia e l'uso dei social implica questo scambio neurologico, che è quindi di per sé potenzialmente 'addictive'.


Nel mondo ci sono leggi che regolano l'età per il consumo di alcol, per il fumo, ma non ci sono leggi che regolano l’uso della tecnologia e dei social media. Nulla contro alcol o gioco d'azzardo o fumo, in sé sono divertenti; è il loro abuso che li rende pericolosi. Così come pericoloso è l'abuso e l'intossicazione da tecnologia.

Pertanto i Millennials sono lasciati in balìa di un uso smodato di tecnologie che creano complesse forme di dipendenza e che li fanno fuggire dalla realtà.  E questo punto è strettamente connesso con l’aspetto dell’Impazienza. 

Impazienza
I Millennials sono cresciuti in un mondo di gratificazione immediata. Non c’è più il senso dell’attesa. Tutto ciò che vuoi è accessibile e un click away. Dal cibo, alla televisione, al sesso.

Non hanno appreso a far fronte ai naturali meccanismi sociali di attesa, alla gestione delle incertezze ad essi connessi. Tutto è disponibile e questo genera impazienza quando vi sono casi che richiedono l’attesa.

Ed è qui il nodo, ci sono due cose per le quali non ci sono app e per le quali l’attesa è una condizione inevitabile: la soddisfazione professionale e le relazioni umane, che sono processi complessi, difficili ma soprattutto lenti, che richiedono tempo. Una generazione che non conosce la pazienza, ha da imparare tutto. Deve imparare l’amore, la gioia, la crescita e il tempo che occorre per raggiungere questa soddisfazione. 

Il risultato di questi tre aspetti è una generazione altamente esposta alla depressione e infatti i casi peggiori sono abuso di droga, alcol, suicidio, depressione. Depressione per ragazzi giovani non si era mai sentito in nessuna generazione precedente. Lo scenario migliore invece, con le premesse di cui sopra, è una società di persone che vive e sopravvive ma non prova gioia, che è ‘ok’. 

Ambiente
I tre fattori chiave sopra si scontrano poi con il fattore più complesso e difficile di tutti: l’Ambiente. 

I Millennials si trovano in un ambiente che si preoccupa più dei numeri che delle persone. Un ambiente in cui il breve termine è prioritario sul lungo termine, in cui un anno conta più di un’intera vita.
In questo contesto non è facile per loro trovare punti saldi perché si sentono abbandonati dal contesto. Non comprendono - e non è causa loro piuttosto ne sono vittime - la gioia di raggiungere un risultato con il tempo.

Il risultato di questo quadro è una generale percezione di fallimento. Colpa dei genitori? Di una società che non se ne preoccupa? In entrambi i casi la principale causa è all’assenza di una leadership adeguata capace di accompagnarli.

La costruzione della fiducia, dei rapporti richiedono una lenta e costante interazione per cui tocca a noi, che siamo una generazione avanti, preoccuparci di impostare delle regole e compensare ciò che manca loro, accompagnandoli in questo percorso.

Guardate il video e scoprite di piùSimon Sinek on Millennials in the Workplace

Photo Source: Wikipedia

SHARE ON