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Realtà Virtuale e Advertising: cosa riserva il futuro?

La realtà virtuale è un argomento di cui si discute sempre di più. In tutto il mondo le ricerche su Google a riguardo si sono quasi quadruplicate. Cosa porta questa grande novità nel futuro di pubblicitari, creatori e storytellers?

Sentendo parlare di realtà virtuale rimaniamo spesso ancora increduli e ci è difficile pensare che questa possa esistere al di fuori dei film di scienza e fantascienza. Ma questa tecnologia, grazie all'ubiquità e alla qualità che i devices mobili hanno acquisito, è diventata realtà. 
Con un semplicissimo pezzo di cartone il nostro smartphone oggi può diventare un headset e farci vivere un' esperienza di Virtual Reality.
Questa semplice tecnica è stata subito adottata da una delle leggende delle strategie di mercato, McDonald's, che la sta testando in Svezia.


Attraverso l' Happy Meal Box McDonald cerca di ampliare la felicità del consumatore offrendo non solo un pasto, ma un pasto contenuto in una scatola che può diventare un headset che permette di vivere un esperienza di realtà virtuale.

VR significa presenza
Se il medium più immersivo fino ad oggi poteva essere il film, anche con le migliori TV quando si guarda un film si è spettatori. La principale promessa della Virtual Reality è "la presenza". Con le tecnologie più avanzate di realtà virtuale si riesce a provare la sensazione di essere realmente in un posto diverso da quello in cui si è nella realtà. Si può avere uno dei migliori posti per i play-off dell'NBA, oppure un posto in galleria a La Scala rimanendo comodamente seduti sul divano di casa. 
A sfruttare in maniera vincente questa possibilità è stato TopShop, marchio londinese di moda, che ha offerto ai clienti che si recavano presso il flagship store la possibilità di avere, virtualmente, un posto in prima fila alla sfilata per la Fashion Week di Londra.



La realizzazione di questo progetto, che risale al 2014, è stata possibile grazie alla collaborazione con London VR studio Inition e ha creato ampia visibilità attorno al brand TopShop.
L'esperienza ha vinto il premio Project of the Year al BT Retail Week Technology Awards 2014, guadagnando così un'incredibile risonanza mediatica.

La sfida per gli storyteller
Per i creatori di contenuti il potenziale dei video a 360° e della realtà virtuale è immenso ma porta con sé una grandissima sfida. L'esperienza di Vitual Reality fa dello spettatore un partecipante attivo: quest'ultimo, infatti, può guardare dove vuole, quindi la storia non deve più esser raccontata frame by frame ma costringe designer e programmatori a costruire un intero mondo. 
Questa caratteristica li rende strumenti ottimi per creare empatia: quando lo spettatore si sente all'interno della storia l'attivazione dei neuroni specchio avviene più facilmente, e i messaggi veicolati hanno impatto maggiore.
Grazie alla Realtà Virtuale si lavora sulla creazione non più di semplici video ma di vere e proprie esperienze, riguardanti lo sport, le news, l'educazione o la moda. Le persone possono sentire il cuore in gola camminando su un ponte sospeso, il NewYork Times può metter i lettori nei panni dei bambini sfollati nel mondo.

Per supportare il lancio delle nuove scarpe da montagna, Capra ha collaborato con Merrel per creare un'esperienza di realtà virtuale chiamata Trailscape, che porta gli spettatori sulla cima di una pericolosissima montagna. Per aumentare la sensazione di realtà sono stati inseriti degli oggetti di scena come corde e pareti in pietra in modo tale che nel percorso venga sollecitata anche l'esperienza tattile, così da creare un nuovo livello di immersione.

VR e Advertising
La Realtà Virtuale è entrata a far parte dell'industria pubblicitaria e Cameron Peebles, dirigente di marketing presso VirtualSKY, la piattaforma di Virtual Reality Advertising, ha affermato di aver ricevuto grande interesse per questo genere di pubblicità da molte delle maggiori agenzie internazionali.

E in effetti gli analisti affermano che questo genere di pubblicità ha richiamato l'attenzione di brand importanti, soprattutto in ambito automobilistico, come Audi, Jaguar e Volvo, ma non solo: Coca-Cola ha permesso ai bambini di immedesimarsi in Babbo Natale e guidare la sua slitta attraverso il "Santa's sleigh", Nike ha catturato il Brasiliano Neymar segnare per la sua squadra, Boursin che ha accomagnato gli spettatori in un accattivante viaggio nel frigorifero.


Ovviamente l'utilizzo di questa novità porta alla luce alcune problematiche.
Prima tra tutte sicuramente quella legata alla mancanza di amplificazione del messaggio, la Virtual Reality è un' esperienza individuale, difficile da condividere pienamente con gli altri e impossibile da condividere sui Social Media. Per far fronte a ciò Maks Fus-Mickiewicz di The Future Laboratory consiglia ai brand di affiancare sempre all'esperienza di realtà virtuale un corrispondente video a 360° e di lanciarlo sulle piattaforme di videosharing.

Un secondo problema è che la realtà virtuale viene percepita come una fuga dalla realtà e in questo ambiente la pubblicità potrebbe non esser ben accetta dal consumatore.

La pubblicità legata all'ambito della realtà virtuale è applicabil più facilmente ad alcune industrie, come ad esempio quella automobilistica, e più difficilmente ad altre come i beni per la casa, ma tutti gli analisti della CNBC concordano sul fatto che questa tecnologia è nata per restare e non per essere una moda passeggera. Secondo le analisi di TechCrunch nel 2020 l'utilizzo della realtà virtuale supererà quello dei cellulari.

         



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