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I Leader innovativi e quelli che non lo sono.

Le 5 caratteristiche di confronto tra due stili di leadership. Ecco i pilastri dei leader innovativi.

Ispirati da un bellissimo articolo apparso sull’auotrevolissimo Harvard Business Review, abbiamo immaginato di applicare il risultato proposto da HBR al Sistema Italia. 

In breve, l’articolo dell’HBR, sostiene che i Leader innovativi rispetto ai Leader non-innovativi (su un’analisi condotta da XBInsight su circa 5.000 tra ceo e dirigenti), hanno una propensione maggiore in una percentuale variabile tra il 10 e il 30% circa di gestire i seguenti ambiti: 

- Gestione del rischio
- Dimostrare curiosità
- Prendere decisioni con coraggio
- Analizzare le opportunità
- Mantenere una visione di business a lungo termine
- Mantenere ordine e precisione 

In effetti siamo sempre abiutati a pensare che un capo, il nostro capo, debba necessariamente avere maggiori competenze di quante ne abbiamo noi. 

Nella gestione del rischio, l’articolo della HBR dice che vi è un gap del 25% tra le due tipologie. Con una maggiore capacità di gesitone del rischio nei leader innovativi. Questo si traduce inevitabilmente in una maggior propensione allasoluzione del problema e all’individuazione della soluzione più adeguata. 

Un Leader Innovativo è per sua natura curioso, le due cose vanno di pari passo. L’innovazione si genera sulla curiosità. La curiosità però non è fine a sé stessa ma finalizzata all’individuazione di nuovi pattern, di nuove formule per accelerare i processi di innovazione e di soluzione dei problemi. 

I Leader Innovativi son per loro natura proattivi, sicuri di sé e stimati dai propri collaboratori. Generalmente mostrano la loro capacità nei momenti di maggiore stress e sono un punto di riferimento per la loro capacità di decidere nelle situazioni più ostili. Infine, riconoscono maggiormente la necessità dei collaboratori validi. 

Tutto questo riconduce al pilastro principale: i leader innovativi hanno una visione molto più chiara del business, delle sue prospettive e delle implicazioni. Sono attivi nella loro comunità e spesso hanno ruoli di leadership anche fuori dalle organizzazioni. 

Infine i leader innovativi hanno maggiore capacità e sensibilità nel cogliere le opportunità, di coglierne il nocciolo senza perdersi in dettagli secondari. Sono più autonomi dei leader non innovativi e sono anche più predisposti al lavoro in team quando disponibile. 

L’unico ambito in cui i due non hanno uno scarto sensibile è su mantenimento di ordine e precisione. Ma ci pare un dettaglio di fronte al valore aggiunto che portano in azienda. 

Questi 5 pilastri non sono strettamente connessi all’età, piuttosto ad un atteggiamento generale. 

Tra tutti i punti quello che ci ha fatto riflettere moltissimo è “riconoscere il valore dei propri collaboratori”, dai nostri associati spesso riceviamo input diversi. In effetti a tutti è capitato di trovarsi in circostanze in cui un progetto ben fatto e ben presentato diventa motivo di fastidio e osteggiamento da parte del proprio superiore.

Probabilmente, e qui vogliamo provocare, parte dei limiti del sistema Italiano potrebbero risiedere in due pilastri principali:

1) Gran parte del business italiano è fatto da PMI, quindi di imprese piccole capitanate da un imprenditore che spesso forse non coglie il valore del management
2) I Leader nelle nostre aziende non hanno spesso esperienze di respiro internazionale (esclusi alcuni ambiti), e questa visione locale del business non permette l

Lungi da noi ora entrare in una polemica sterile, su quanto i due punti sopra siano realistici, ma ci viene spontaneo affermare che se le nostre aziende fossero capitanate da Leader Innovativi, preparati e competenti, probabilmente il sistema Italia ne beneficerebbe maggiormente. 


Per leapprofondire il contenuto della Ricerca: Harvard Business Review



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